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Per il Trionfale i 13 punti di vantaggio conquistati in gara-1 potevano anche non essere un gran che come dote, considerando che il match decisivo contro il Roma Nord avrebbe dovuto giocarlo in campo avverso (anche se “neutro” considerata l’indisponibilità del campo abituale del club campione uscente), senza godere degli innegabili benefici del “fattore S.Giuseppe”, che spesso distorce la reale differenza di valore fra il team capitanato da Vincenzo Piccolo e gli avversari di turno.

Gara-1, oltretutto, era stata decisamente in chiaroscuro per il Trionfale: primi due tempi alla grande e molteplici sofferenze negli ultimi due quarti, almeno fin a quando il fallo sistematico applicato dal Roma Nord non è servito ad altro che a permettere ai padroni di casa di dimostrare la loro proverbiale abilità ai tiri liberi (dote aggiuntiva a quella, ormai leggendaria, nel tiro da 3).

Tutto ciò significa che i ragazzi in maglia rossa il loro capolavoro lo hanno costruito proprio nel momento più difficile, ed esattamente nei primi 28 minuti del confronto disputatosi ieri sera sul glorioso terreno della Tiber, sotto la direzione di De Gioia e Campanelli.

Perché, diciamolo subito, affidarsi soltanto alle due abilità appena descritte non sarebbe stato sufficiente ad arginare la reazione d’orgoglio del Roma Nord. Il Trionfale ha giocato un basket essenziale, quasi da playground, molto meno evoluto degli schemi impartiti ai suoi da quella “vecchia” (solo d’esperienza, per carità!) volpe di Silvestroni, ma drammaticamente efficace. Poi la difesa, celebre punto debole dei “rossi”, ma stavolta applicata con diligenza e dinamicità e senza la necessità di commettere chissà quanti falli.

Ingredienti letali per un Roma Nord già tarantolato dalla necessità di recuperare in fretta il –13. All’inizio Longo – MVP fra i suoi - aveva illuso un po’ tutti di poter essere il leader dell’immediata riscossa, ma ci ha pensato il magnifico Di Fazio ad aprire la classica doccia scozzese sulle teste dei bianchi di casa, confezionando insieme all’altro fenomeno di giornata (e non solo) Andrea Chiri azioni e canestri spettacolari.

E, come abbiamo già detto, per il Trionfale il match è stato tutto un crescendo, fino a rasentare la perfezione. Non che il Roma Nord abbia fatto da spettatore, ci mancherebbe altro. Ma, lo ripetiamo, è disarmante giocare contro un avversario che non sbaglia una virgola e quasi.

Tutto questo, si diceva, sino all’8’ del 3Q, quando il Trionfale – dopo che Chiri aveva appena compiuto un’impresa da record, quella di segnare nello spazio di poco più di un minuto due sequenze di 5 tiri liberi, concesse entrambe per fallo su tiro da tre, accompagnato prima da  più fallo tecnico e poi da espulsione (forse esagerata, di Turturro) – si è portato sul 33-53.

Sembrava tutto finito, ma da quel momento gli astri si sono congiunti in senso opposto. Il Trionfale, sulla cima del +20 (meglio dire sul +32) si è forse fatto prendere dalle vertigini, ma la replica del Roma Nord è stata così veemente da lasciare esterrefatti addetti ai lavori e pubblico, rimettendo tutto in discussione, e con pieno merito, nel volgere di 5 minuti: gl’ultimi 2 del 3Q e i primi 3 del 4Q.

Così, il +20 è crollato a +8  e, mancando ancora 7 minuti, sulla panchina dei padroni di casa l’animo è salito alle stelle. Invece, come d’incanto il Trionfale è riuscito a bloccare l’emorragia. A dir la verità, c’è anche una spiegazione tecnica, ovvero la saggia decisione di Piccolo di farsi da parte, dopo 3 minuti impalpabili (siamo buoni), disputati nel tentativo di dare una raddrizzata alla situazione con la sua innegabile esperienza, considerate anche le pessime condizioni fisiche di Brinciotti. Il mitico numero 15 è sicuramente più utile come direttore d’orchestra dalla panchina che come “prima voce” in campo.

Il punteggio è rimasto inchiodato sul 52-60 per quasi 2’. Ma a seguire il Roma Nord è tornato a far tremare i polsi agli ospiti, anzi, è più opportuno dire a metterli….alla Corda. Si, il merito è soprattutto di quel Lorenzo Corda che pur figurando nello starting five non era mai riuscito, fino ad allora, ad andare a canestro. Nove strabilianti punti consecutivi per lui che dovevano perlomeno servire a strappare una laconica vittoria.

Invece, il Trionfale voleva uscire trionfatore anche da qui e c’è riuscito, neanche a dirlo con un 2/2 dalla lunetta dall’uomo che aveva aperto le marcature, De Fazio.

Comunque, festeggiamenti composti da parte del Trionfale - nonostante questa sia la quarta vittoria in poco più di un decennio - e nessuna reazione smodata da parte del Roma Nord: anzi, vedere alla fine Silvestroni che applaudiva tutti, vincitori e vinti, insieme alla sua splendida vice, e sorrideva maneggiando la coppa consegnata sul campo da Marco Mariani, è stato molto confortante. In fondo, sarà proprio il Roma Nord a difendere i nostri colori alle Nazionali di Lignano Sabbiadoro, perché il Trionfale aveva preventivamente comunicato il forfait.

Come dire, un giusto “premio di consolazione” per i campioni uscenti che, ne siamo sicuri, hanno tutte le carte per fare grandi cose in Friuli.

ROMA NORD – TRIONFALE 65-67 (13-17; 13-16; 15-24; 24-10)
Roma Nord
: Corda 11, Castaldi 10, De Cristofaro 2, Longo 18, Mangioni, Petrangeli 4, Silli 4, Turturro, Testa 6, Zaia 3, Tiddi 7. All. Silvestroni
Trionfale: Piccolo, Di Fazio 13, Monti, Mazzullo 3, Chiri 38, Brinciotti 3, Tripoli 4, Grasso, Rapini 6, Chirco.
Tiri da 3: Chiri 4, Di Fazio, Mazzullo; Longo 4, Castaldi 2
Falli: Roma Nord 29 (2 tecnici + 1 espulsione) – Trionfale 16 (1 tecnico)
Tiri Liberi: Roma Nord 11/21; Trionfale 26/31
Arbitri: De Gioia – Campanelli (Roma)
Ufficiali di campo: Pannocchia – Mariani


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