08/03/2010
Clericus: l'incertezza è sovrana
di Simone Priscoglio
Tra panchine e tribuna il racconto della terza giornata del gruppo B della Clericus Cup, andata in scena domenica 7 marzo.
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07/03/2010
Convocazione Assemblea Ordinaria
Il giorno 8/4 in prima convocazione e il 9/4 in seconda convocazione si terrà l'Assemblea annuale del CSI Roma [...] |
05/03/2010 pallacanestro
Open, la volata verso i play off
di M.Mariani
Mancano ormai pochi turni alla conclusione della prima fase del campionato, e se si esclude forse il girone D non c’è ancora alcuna certezza
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02/03/2010 formazione
CORSO ARBITRI PALLACANESTRO
La scadenza delle iscrizioni è stata prorogata a sabato 6 marzo. Le lezioni partiranno mercoledì 10 marzo [...] |
02/03/2010
MIP - Maggio di Informazione Psicologica
di dott. Matteo Simone
Anche quest’anno la macchina organizzativa del MIP si è messa in moto. Il Maggio di Informazione Psicologica si propone di avvicinare il grande pubblico e il singolo cittadino alla psicologia.
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28/02/2010
Lippi, rischiamo un altro ‘96!
di Paolo Casanova Moroni
Un nostro affezionato lettore ci scrive riprendendo il discorso sul CT, che sembra dare per scontate troppe cose. Squadra vecchia e i giovani talenti sono messi da parte. Brutta aria per il Sudafrica. [...] |
26/02/2010
Una nuova energia per lo sport romano
di Stefania Congiatu
Lo sport è al verde. Ma questa volta il colore non vuole essere l’indicatore di una critica situazione economica ma di una nuova politica che lo sport romano intende perseguire: quella dello sviluppo [...] |
26/02/2010 nuoto
Grand Prix: le medaglie della 4° prova
di Marco Cerigioni
Continua il testa a testa fra CSI Roma Est e Due Ponti. ma è il sodalizio di Via Montona a mantenere il vertice della classifica per società con 1059 punti [...] |
26/02/2010 calcio a 11
Clericus Cup, si fa sul serio!
La manifestazione - supportata dal CSI Roma, che fornisce arbitri, cura la giustizia sportiva e tutta la parte logistica - è partita alla grande grazie all'impegno di tutti i partecipanti [...] |
24/02/2010 formazione
A Trevi l'incontro interregionale del Centro
di M.C.
Difendere lo sport da squallidi mercanti e da falsi profeti è la linea guida dell'incontro che si terà in questo fine settimana in Umbria coi Comitati del Centro Italia [...] |
24/02/2010 ginnastica
L’esordio vincente dell’artistica
di S.Priscoglio
Spettacolo e tante emozioni nella gara di ginnastica artistica valida come Campionato Provinciale CSI 2010, andata in scena domenica 21 febbraio nella palestra di Via Montona. [...] |
| Male a scuola? Andiamo allo stadio!
di Marco Cerigioni
La notizia è vera e tutto sommato non è neanche così stravagante come si potrebbe pensare.
Da una ricerca realizzata dal bookmaker inglese Stanleybet su un campione di oltre 100 psicologi, in occasione del tour negli stadi italiani, è emerso che portare i figli allo stadio per assistere a una partita di calcio della propria squadra del cuore rappresenta un momento di crescita delle facoltà intellettive e di socializzazione. Molto meglio, infatti, dello “struscio” fine a sé stesso nel solito centro commerciale o, peggio ancora, del week-end passato a oziare sdraiati sul divano a vedere la tv o a giocare con i videogame.
Riscoprire la gioia di trascorrere un pomeriggio con la famiglia allo stadio in assoluta serenità - spiegano gli psicologi - costituisce un passo fondamentale nella formazione del giovane, a beneficio anche del rendimento scolastico, cancellando dalla pagella quelle odiose insufficienze che rappresentano l’incubo della maggior parte dei genitori. Passare con tutta la famiglia la propria domenica allo stadio, come già accade in Inghilterra o in Spagna, è uno specchio del livello di cultura e del grado di educazione civica raggiunti in quei Paesi. I motivi? Come per il fisico, anche per la mente lo sport rappresenta un ottimo allenamento. La capacità di apprendimento viene stimolata dall’imparare a memoria le parole dei cori cantati allo stadio; insegnare a rispettare la tifoseria avversaria e a incitare i propri beniamini, a prescindere dal risultato del campo, è il modo migliore per apprendere lo spirito di squadra e cogliere sempre gli aspetti positivi dello sport. Non contestare sempre le decisioni dell’arbitro, infine, malcostume diffuso tra grandi e piccini di ogni latitudine, aiuta a sviluppare quella forma mentis che favorisce il confronto e il dialogo e, quindi, aiuta ad abbattere il muro che spesso s’innalza tra figli e genitori. Infine, indossare i colori della propria squadra permette al tifoso di sentirsi un tutt’uno con questa e consente al supporter di provare realmente la sensazione di essere il dodicesimo uomo in campo. Andare allo stadio, quindi, rappresenta per un adolescente un’ottima lezione per apprendere cosa significa far parte di un gruppo ed è un allenamento per imparare a sentirsi parte della realtà in cui il bambino, futuro adulto, si trova a convivere: i banchi di scuola ora, il posto di lavoro più avanti. Questa è la filosofia che sta alla base dell’iniziativa del bookmaker inglese StanleyBet che, attraverso il Tour Stadi 2010, vuole promuovere anche nei nostri stadi il famoso fair play inglese, carico di agonismo sportivo, ma basato sui valori positivi della competizione.
La speranza di ogni amante del pallone è rivedere le famiglie allo stadio e magari tornare a riempire le curve italiane, che negli ultimi anni hanno fatto registrare un calo di presenze. Basti pensare che l’Italia è all’11° posto della classifica di presenza media di persone a incontro, pari al 55,7% in rapporto alla capacità media degli stadi del Belpaese.
Ottima idea, si potrebbe concludere, se non ci fosse qualche “piccola” differenza fra gli stadi inglesi e spagnoli e quelli italiani. Le nostre curve sono roba da “vietati ai minori”, per quante se ne dicono e se ne fanno. Perciò, o tutte le società si mettono una mano sulla coscienza, creando pacchetti d’offerta veramente vantaggiosi per le famiglie affinchè possano accomodarsi tranquillamente in tribuna, oppure è meglio lasciar perdere. O magari, pechè non andare a vedere qualche altro sport?
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