29/08/2008
Gli ultimi echi da Pechino
di M.Cerigioni
Pensieri in libertà a 5 giorni ddalla chiusura della kermesse olimpica: le medaglie vinte, quelle perse, quelle "rubate"; e il senso di un'Italia che cammina come i gamberi [...] |
26/08/2008 eventi
Quattromilametri sopra il cielo
Ad Aquino 5 giorni di sport, spettacolo e grandi emozioni all'insegna del paracutismo, con la VI edizione del Parashow, organizzata da Aquland [...] |
20/08/2008
Campionesse e veline
di Marco Cerigioni
Ad ogni Olimpiade – e quindi non solo in questa, se avete buona memoria - i commentatori televisivi, parlando delle medaglie azzurre, lanciano solenni inni allo sport femminile... [...] |
11/08/2008 eventi
Rimini: "O protagonisti o nessuno!
Il CSI anche quest’anno partecipa al Meeting per l’amicizia fra i popoli, la cui XXIX edizione si svolgerà alla Fiera di Rimini dal 24 al 30 agosto. [...] |
07/07/2008 eventi
Nazionali: Trionfo del Borgo Don Bosco
I salesiani vincono lo scudetto Top Junior. Cavese quarta nell’Open. Quarto posto anche per l'Aletess Riano nella pallavolo Open Misto
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03/07/2008 calcio
Un 2007/08 tutto in positivo
di Filippo Moretti
Ben 127 le squadre che hanno partecipato ai campionati di calcio e calcio a 5, con un incremento del 18%. Applausi al Lazio Tennis (Allievi) vincitore della coppa FairPlay a Lignano [...] |
02/07/2008 eventi
Nazionali: ultimo atto
Altre 6 squadre romane in corsa per i titoli Top Junior e Open che si assegnano a Chianciano Terme [...] |
01/07/2008 calcio
Festa DANONE
di Armando Cortese
La Reggina Calcio vince l'edizione 2008 della Danone Nations Cup superando in finale i capitolini della Nuova Lodigiani 2005 [...] |
24/06/2008 pallavolo
La carica…dei 101
di M.C.
Tante sono state le squadre che hanno partecipato ai 12 campionati indetti dal CSI Roma nella stagione 2007/08, battendo anche il record partite, ben 570
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23/06/2008 eventi
Pellas e Pasquini nuovi consiglieri nazionali
Doppio riconoscimento per il CSI Roma all’assemblea nazionale svoltasi ieri a Chianciano CSI per il rinnovo della cariche per il prossimo quadriennio olimpico.
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| Pechino come Cinecittà
di Marco Cerigioni
La festa è finita. E tutto tornerà come prima. Il colossal televisivo messo su dai cinesi ha strappato applausi ma esce dai palinsesti senza rimpianti. Era tutto finto, o quasi. La Cina si è guardata allo specchio e si è piaciuta tantissimo, si è applaudita e si è gratificata con un fiume di medaglie. E si è persino regalata il grande dramma da fiction mettendo in mezzo il glorioso Liu Xiang (110 hs), che era fuori causa da tempo me è stato mandato in campo per forza, per far piangere la gente e il mondo, perché anche Pechino avesse, vivaddio, il suo Dorando Pietri (di cui, guardacaso, ricorre il centennale).
Insomma, con le “sue” Olimpiadi, la Cina si è autoconvinta di essere perfetta, superiore a tutti gli altri paesi del mondo, solo per aver stravinto il medagliere e per aver offerto ai partecipanti un’organizzazione perfetta, tanto perfetta da superare il maniacale.
Ma la verità è che gran parte delle facciate erano di cartone e che buona parte di quei trionfi la Cina li ha costruiti con una selezione spietata e con ritmi di allenamento al limite del disumano. Bella forza, si può dire, quando hai una base potenziale di un miliardo e mezzo di persone e puoi lavorarci sopra come se avessi per le mani la plastilina!
E adesso, tutti quei Xian, Kim, Lee, Hyu che fine faranno? Quanti ne rivedremo non tanto a Londra 2012 ma nei prossimi campionati mondiali o asiatici di specialità?
Il primato sportivo è lo specchio di una nazione sana e vitale solo quando c’è continuità e sviluppo umano. Altrimenti è solo forzata espressione di regime e coercizione, alla meglio sostanza stupefacente con cui regalare sogni effimeri al popolo.
La Cina, in altri termini, si è mostrata non per come è, bensì per come vorrebbe essere e per come, probabilmente, non sarà mai. Perché dietro le quinte di questo spettacolo sono state raccolte in fretta e in furia tante miserie, che ora, inevitabilmente, torneranno fuori, fors’anche in maniera più acre e sferzante. Cose che la nostra tv è andata a svelare con garbo sin troppo eccessivo, quasi a non voler rompere l’incantesimo di un’Olimpiade che, dovendo essere solo un fatto sportivo, non poteva essere inquinata da alcun risvolto politico, sociale e culturale. Ed anche gli atleti si sono tenuti fuori da certi argomenti, salvo qualche presa di posizione da parte delle nostre schermitrici (a giochi fatti, anzi, ad aereo preso) sulla questione Tibet, che sa di tardivo e di stucchevole, addirittura di grottesco se abbinata alle contestuali proteste fatte dalle stesse atlete per aver dovuto viaggiare in classe economica e non in business come i calciatori (ma li ha pagato la federazione, voi prendetevela con la vostra!).
Amenità della nostra vita quotidiana, dalle quali prendiamo le distanze perché presi da una preoccupazione più importante.
A noi dispiace pensare che i cinesi, quelli che rientrano nella categoria della “gente comune”, dovranno tornare a immergersi in un mondo dove i gradini della scala sociale sono troppo distanti fra loro, dove non c’è democrazia, gioia di vivere, fantasia, creatività, e soprattutto libertà. Torneranno lo smog, la spietata frenesia del produrre, lo sfruttamento e l’umiliazione dei poveri, la censura, il regime marziale. E noi a casa a contare le medaglie, a fare le nostre brave celebrazioni nelle sedi istituzionali, a interrogarci sul perché certi risultati non sono arrivati, a cominciare subito la programmazione per il prossimo quadriennio. Poteva e doveva andar meglio, per l’Italia, ma questa è tutta un’altra storia che non spetta a noi approfondire, se non per un risvolto su cui torneremo a breve, quello della promozione sportiva.
La festa è finita (e tutto tornerà come prima). Andate in pace…
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