Ulteriori note sulle novità legislative per le ASD



La legge di bilancio 2018 ha posto un po’ d’ordine all’apparato normativo sportivo.
In primo luogo, ha sancito che l’attività sportiva dilettantistica può essere svolta in forma societaria, secondo le modalità previste dal codice civile, Titolo V, ovvero da società di persone e società di capitali.
Quindi, ha di fatto introdotto il concetto di attività lucrativa, senza nulla togliere al precedente assetto normativo.

In proposito, il CSI non è contrario aprioristicamente, in quanto le nuove disposizioni fanno si che alcune realtà, che prima si nascondevano dietro la configurazione di ASD o SSD, ora possono emergere all’interno dell’ordinamento sportivo e statale.

Le  SSD con finalità di lucro (SSDL) possono essere di nuova costituzione, oppure possono nascere dalla trasformazione di ASD o SSD non lucrative.
Lo statuto prevede obbligatoriamente la figura di un direttore tecnico con vari titoli, per garantire la qualità dell’attività proposta. Tali società sottostanno alle norme del Coni, degli EPS e delle Federazioni sportive, e svolgono attività sportiva  commerciale vera e propria, con alcune agevolazioni tributarie.

In particolare: abbattimento – con i limiti previsti dalla normativa europea per il regime de minimis - del 50% dell’imposta sul reddito e riduzione dell’aliquota Iva al 10%.

Per quanto riguarda il Registro 2.0, entrato in vigore dal 1° gennaio, la finalità è quella di avere notizie più analitiche sulle ASD, comprese quelle lucrative, per facilitare i controlli, in quanto l’Agenzia delle Entrate avrà accesso diretto.

Il Registro richiede l’inserimento obbligatorio di alcune notizie, mentre per altre lascia la facoltà all’utente; perciò, in quest’ultimo caso, bisognerà verificare l’opportunità di procedere.

Altro obiettivo generale è di evitare che si infiltrino realtà che nulla hanno a che vedere con con lo sport dilettantistico. Anche per questo è stato predisposto un elenco di discipline sportive, che però è attualmente causa di polemiche in quanto alcune attività, quali pilates e yoga, sono rimaste escluse.

In proposito, si segnala anche il problema del mancato inquadramento di quelle discipline, svolte in prevalenza dagli EPS, che non sono riconosciute dal CIO

Altro punto nodale è la definizione dell’elenco delle prestazioni/mansioni che rientrano nell’ambito delle collaborazioni coordinate continuative, per l’accesso al regime agevolato, che è demandata al CONI. In merito, si attendono notizie entro la metà di aprile.

  • 22/03/2018

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