Le nuove norme tutelano le società sportive

Per una società sportiva dilettantistica, essere all’avanguardia non significa soltanto avere la capacità di offrire ai propri tesserati le migliori condizioni tecniche e logistiche per intraprendere e svolgere una qualsiasi attività, ma comporta anche il prendere coscienza e l’adeguarsi alle novità imposte dal legislatore.

In questa prima parte del 2018 si sta parlando molto dell’introduzione delle c.d. “società sportive dilettantistiche lucrative” (SSDL), ma altrettanta importanza riveste l’entrata in vigore, dal 1° gennaio, del Registro 2.0 per il riconoscimento ai fini sportivi delle ADS affiliate al Coni e agli EPS.

Nella logica che “prevenire è meglio che curare”, il CSI Roma è già da anni che si sta dando da fare per instradare le proprie società verso un attento rispetto delle norme, anticipando per certi aspetti quanto previsto dal Registro 2.0.

Ma è chiaro che a questo punto mera necessaria una corretta e completa informativa, che è stata resa attraverso il convegno indetto sabato scorso al Centro Coni dell’Acquacetosa, con gli interventi del dott. Andrea Mancino, presidente della commissione fiscale Coni, e l’avv. Alberto Succi, esperto e docente di diritto societario, del lavoro e tributario.
Per quanto ostica sia la materia, Mancino e Succi hanno avuto il pregio di utilizzare un linguaggio alla portata di tutti e di svolgere i propri interventi con la necessaria schematicità, dedicando poi ampio spazio alle domane poste dai dirigenti che, in buon numero, sono intervenuti al convegno.

Come ha sottolineato il presidente del CSI Roma Daniele Pasquini, il nuovo Registro Coni è il frutto di alcune spinte che anche il CSI ha dato per migliorare la precedente normativa, che indubbiamente porta una serie di agevolazioni ma soprattutto chiude le porte a talune situazioni che nulla hanno a che fare col mondo dello sport e che rischiavano di mettere in crisi l’intero sistema.

Informatizzazione significa maggiore trasparenza, ponendo un percorso obbligato per le associazioni sportive, affinchè le procedure siano rispettate e si possa tutti dormire sonni tranquilli.
Il programma del tesseramento online – ha sottolineato Pasquini, ha già inglobato tale percorso e ora si tratta di fare un qualcosa in più,  sempre contando sul supporto della Segreteria Provinciale.

Alcune problematiche sono ancora aperte ma, come ha detto Mancino, c’è un tavolo aperto fra Coni e gli organismi istituzionali preposti (Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, ecc.) per affrontarle e risolverle.

Non c’è alcuna intenzione vessatoria, ha sottolineato il fiscalista Coni, anzi, il sistema è stato studiato per tutelare le società sportive sane e in particolare quelle più piccole.
Resta il fatto che, a suo avviso, lo sport ha bisogno di un Testo Unico che accorpi tutte le norme in vigore e le armonizzi, perché allo stato attuale ci sono ancora troppe incertezze interpretative.


Nei prossimi giorni daremo riscontro dei temi principali affrontati nel Convegno.

  • 11/03/2018

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