UNISPORT: università unite per uno sport educativo e inclusivo

Da come l’ha raccontata Daniele Pasquini nella conferenza di presentazione svoltasi alla Sala Stampa della Camera dei Deputati, la storia appare così semplice da far chiedere a qualcuno “ma perché non ci si è pensato prima?”. In realtà, il nostro presidente non ama mettersi in vetrina, né dirà mai che il CSI Roma è più bravo degli altri. E così, una volta che nel nostro circuito di attività già gravitavano alcune realtà sportive di ateneo, è venuta l’idea di fare una ricognizione e di creare un tavolo ad ampia partecipazione: ben lungi dall’intento di fare reclutamento spicciolo, il CSI Roma si è posto come al solito al servizio delle Università, per capire innanzitutto quali esigenze particolari hanno gli studenti universitari che praticano attività sportiva.

Quello appena trascorso è stato una sorta di “anno zero”, per creare una piattaforma da cui partire, ha detto Pasquini. “E’ una piattaforma aperta, ma si parte da un Manifesto di valori. Unisport  vuole essere in primo luogo un’opportunità per educare all’impegno personale nella comunità accademica; generare relazioni; sviluppare interazioni fra università e territorio.

“Un approccio umanistico, non tecnicistico” ha sottolineato il nostro presidente, con cui si cercherà di allargare il più possibile la base dei partecipanti, ravvisando il fatto che attualmente solo il 3/4% della popolazione studentesca universitaria pratica sport.
Non un decalogo, bensì un “esalogo” fa da sfondo a questo grande progetto: educazione, divertimento, amicizia, benessere, inclusione, socialità. Elementi ben sintetizzati dal semplice quanto accattivante logo, in cui sono rappresentate due persone stilizzate diverse che si muovono gioiose insieme, unite: con lo sport si può creare la cultura dell’incontro, andando oltre la diversità e facendo vivere esperienze positive. I colori prescelti sono l’arancio e il blu, non perché sono gli stessi della nostra bandiera, ma in quanto l’arancio esprime la vivacità dello studente che fa sport, mentre il blu rappresenta l’università, che accompagna orienta e sorregge lo studente nel suo percorso sportivo.

Grande entusiasmo nei confronti del progetto Unisport è stato manifestato dall’On Laura Coccia, deputata PD, già sportiva praticante di lungo corso, sostenitrice dello sport per disabili e fautrice di una corretta attività ludico motoria nella scuola primaria. “Unisport è una risposta concreta all’allarmante fenomeno dell’abbandono dell’attività sportiva durante gli studi universitari. E’ un modo per combattere la sedentarietà e per far tornare ai ragazzi la voglia di fare sport, non agonistico ma per la voglia di stare insieme. Applaudo questa iniziativa e sarà sempre al vostro fianco.”
Il presidente regionale CONI Riccardo Viola non ha nascosto un po’ di invidia nei riguardi del CSI per essere riuscito a costruire questa rete, ma al tempo stesso si è messo a piena disposizione per favorire la riuscita del Progetto. “I principi che lo sottendono fanno parte del Dna del Coni e tempo fa avevamo provato a fare qualcosa del genere. Ora, auspico l’avvio di una collaborazione fra la Scuola dello Sport regionale e gli atenei e che venga dato più corpo all’esperienza dei licei sportivi.”

Ad uno ad uno, sono intervenuti anche i rettori (o i rispettivi delegati delle 7 università coinvolte: i professori Pedro Barajon (Univerità Europea), Francesco Bonini (Lumsa), Giuseppe Longo Umile (Campus Biomedico), Alberto Banfi (Univ. Cattolica Sacro Cuore), Luigi Cherchia (UniRoma Tre), Maurizio Barbieri (La Sapienza), Stefano D’Ottavio (Tor Vergata).

Nell’insieme, hanno tracciato un quadro molto vitale e promettente dello sport universitario in chiave amatoriale, dove l’educazione e l’inclusione sono proprio i punti cardine su cui poggiano le varie iniziative, che non sono solo classici tornei, ma anche eventi di varia natura che, in certi casi, vengono svolti in collaborazione con istituzioni sportive e associazioni per il sociale. Da parte di tutti, è stata formulata una condivisione che non è certo di facciata. Al contrario è parso che vi sia stata, unanimemente, un’adesione spontanea, convinta e del tutto convergente nei valori del Manifesto.

C’è grande fermento di idee, unito a grande fervore, senza alcun velo di gelosia da parte delle singole realtà. Niente di meglio per consentire a UniRoma di partire col piede giusto e ottenere già nel breve risultati tangibili.

Il tutto, con la “benedizione” di Mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e delegato per la pastorale universitaria. “Roma ha una ricchezza unica a livello universitario, che la Chiesa guarda con molto interesse. Questa esperienza sarà il passo avanti nel cammino da compiere insieme, per far sì che i giovani escano dall’isolamento e tornino a comunicare fra loro, in maniera genuina. Lo sport è una via per imparare a investire nei talenti che ognuno di noi ha ricevuto. E’ saper ripartire, mettersi in gioco sempre. Questo progetto, pertanto, può essere un grande momento di attenzione verso il mondo giovanile. Ringrazio le Università per questa testimonianza, per questa mentalità di comunione. E ringrazio il CSI per aver coordinato un progetto così grande. La Chiesa di Roma è con voi!”

  • 15/06/2017

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