Parte la stagione del confronto sull'essere e il vivere CSI


Molto nutrito il programma dei lavori, che sono partiti sabato mattina dall’approfondimento del nuovo Statuto CSI, registrato il 2 luglio scorso, che poi dovrà essere recepito dai singoli Comitati territoriali.

La presenza del consigliere nazionale Gaetano Paternò è stata importante per aiutarci a capire cosa è cambiato rispetto al passato e per avviare quel confronto sulle singole tematiche che in Assemblea era mancato.

Di rilevanza assoluta è stato poi l’esame del documento della Santa Sede che ha dato anche il titolo a questa convention: “Dare il meglio di sé”, il primo documento sulla prospettiva cristiana dello sport e della persona umana del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita pubblicato il 1° giugno scorso. 

Ad illustrarlo è stato chiamato il responsabile della Sezione "Chiesa e Sport" costituita in seno al Pontificio Consiglio per i Laici, Santiago Perez de Camino Gaisse, con il supporto di don Luca Meacci, assistente ecclesiastico CSI Toscana.

Come ha indicato Papa Francesco nella prefazione che ha voluto scrivere di proprio pugno, lo sport può essere strumento di incontro, formazione, missione e santificazione, e pertanto è stato riconosciuto dalla Chiesa come strumento di evangelizzazione e luogo privilegiato nella vita dei giovani. 

Il documento, dunque, si propone di offrire le prime linee guida della pastorale sportiva, che non mira però a costruire uno “sport cristiano”, né tanto meno a forzare i giovani ai valori della fede, ma al contrario a dare una visione cristiana dello sport e a far sì che gli operatori sportivi – in particolare quelli del CSI – sappiano dare esempio di educazione cristiana.
Nei prossimi mesi, avremo modo di tornare a parlare in maniera compiuta del documento, tramite il nostro sito internet e la nostra newsletter. 

I lavori di Roccaporena sono proseguiti domenica mattina con la tavola rotonda intitolata semplicemente “Facciamo il punto”, alla quale hanno preso parte non solo i presidenti dei Comitati Regionali del Centro (Daniele Rosini per il Lazio – Tarcisio Antognozzi per le Marche – Roberto Pascucci per l’Umbria – Angelo De Marcellis per l’Abruzzo), ma anche quelli del CSI Sicilia, Agnese Gagliano, del CSI Calabria, Giorgio Porro, e della Lombardia Paolo Fasani.

Trovandoci alla metà del mandato assembleare, l’incontro ha inaugurato una stagione di confronto che va oltre l’ambito territoriale del Centro, partendo da quattro temi portanti: l’attività sportiva, la formazione, l’appartenenza ecclesiale dell’Associazione e il clima associativo. Dunque, una verifica a 360° del “vivere ed essere CSI” dal quale sono emersi diversi punti di vista, come è normale che sia, ma come è anche bene che sia, perché le diversità devono costituire una ricchezza per l’Associazione, che oggi più di prima ha bisogno di dare sfogo al dialogo e di trovare la sintesi.  Lo dimostra anche il fatto che agli interventi dei presidenti ha fatto seguito un dibattito piuttosto nutrito, dal quale sono emersi nuovi spunti di riflessione e indicazioni importanti per chiarire il ruolo del CSI nel mondo sportivo, nello stesso mondo della Chiesa e nella società civile.

La due giorni di Roccaporena è stata suggellata dalla presenza in spirito di Vittorio Ferrero, già presidente del CSI Roma e responsabile della Scuola Nazionale Educatori Sportivi CSI, che in tanti anni di attività ha formato generazioni di dirigenti e di educatori, lasciando un ricordo indelebile in tutta la Associazione. A lui è stata dedicata la messa svoltasi all’aperto, in cima allo Scoglio di Santa Rita, dove molti dei partecipanti hanno voluto formulare pubblicamente un ricordo personale di Vittorio. Grande commozione per la figlia Alessandra, convenuta in Umbria  per raccogliere l’abbraccio non solo ideale della Famiglia CSI e ricevere una targa alla memoria del papà scomparso nel luglio scorso.


  • 10/09/2018

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