Malagò confermato alla presidenza CONI


Non solo per inseguire ancora il sogno delle Olimpiadi in Italia, per migliorare il medagliere azzurro nelle competizioni internazionali, per riformare il mondo delle Federazioni, tutte cose che il N. 1 del Foro Italico ha indicato come priorità. C’è anche da fare uscire dal limbo il mondo della promozione sportiva.    

Inutile nascondersi dietro un dito. Ci sono i numeri Istat a confermare che la diffusione della pratica sportiva in Italia va avanti a fatica, con numeri che crescono poco, con larghi settori della popolazione che continuano a restare fuori dallo sport, con le nuove energie che si incanalano prevalentemente fuori dall’associazionismo sportivo riconosciuto, con l’abbandono precoce - o dropout come ora si preferisce chiamarlo forse per farlo sembrare cosa nuova mentre è vecchissima – che non trova rimedi.

A determinare il trend sono fattori molteplici e in parte ancora da studiare. Forse la promozione sportiva è stanca, forse ha perso motivazioni, forse ha bisogno di rinnovarsi. È un compito difficile, immane, che ha bisogno dell’apporto di tutti per essere assolto con successo. L’auspicio che al suo secondo mandato il presidente Malagò dedichi alla questione l’attenzione necessaria. Allargare e fare crescere la base, anche qualitativamente, è il presupposto ottimale anche per avere uno sport azzurro più ricco di campioni, di record e di medaglie. Tutte le cose, insomma, che alla fine realizzano i sogni del CONI.     

  • 12/05/2017

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