L'orgoglio e il coraggio di essere Capitani CSI


Erano tanti, anche stavolta, i ragazzi convenuti nell’impianto polivalente gestito dal CSI a Via Montona, attenti e silenziosi nell’ascoltare i vari personaggi che si sono succeduti al microfono, costruendo una quadro d’assieme straordinario, che rappresent la vera essenza della nostra realtà associativa.

A presentare l’evento, stavolta, è stato l’addetto stampa CSI Nazionale Felice Albroghetti, che nel primo punto della sua scaletta non poteva che avere l’intervento del presidente provinciale Daniele Pasquini. Il nostro primo dirigente ha voluto dedicare tutto lo spazio a sua disposizione alla presentazione di una nuovissima campagna che il CSI Roma ha ideato a favore dei detenuti del carcere di Regina Coeli, intitolata Rimettiamoli in gioco. Avremo modo in questi giorni di dedicare un apposito articolo a questa iniziativa, che costituisce una novità assoluta fra le tante a sfondo sociale che, di anno in anno, il nostro Comitato indice e porta avanti con grande passione.

Il tema della solidarietà, sempre presente in qualsiasi manifestazione targata CSI Roma, ricorrerà anche nei successivi interventi. Al che, è parso un elemento di rottura forte quello concepito dal prof. Andrea Barbetti, formatore nazionale, parlando di razzismo nello sport. Una questione che è purtroppo di costante attualità, e che recentemente ha subito un’impennata col discutibile titolo lanciato dalla principale testata giornalistica sportiva romana nell’imminenza di Inter-Roma, vale a dire il famigerato “black fiday”.
In Italia, l’intolleranza razziale è in forte crescita in tutte le regioni e non solo al Nord, come testimoniano i dati portati da Barbetti, e le frasi offensive e discriminatorie sono sempre di “moda” sui campi di calcio, e non solo, a tutti i livelli. Lo stesso Papa Francesco ha denunciato il riaffiorare della cultura dell’odio, che ha nel nazismo il suo modello ideale.
Ebbene, ha concluso Barbetti, tocca a voi capitani decidere da che parte stare. Il capitano, per quanto possa essere giovane, può fare qualcosa per contrastare questi fenomeni, anzi ne ha il pieno diritto. Questo è il coraggio di essere umani!

Da un formatore ad un ex-atleta di rilevanza internazionale, Emmanuel Front, che nelle Olimpiadi di Sidney giunse a un passo dal podio con la staffetta francese di atletica 4X100. Ormai italiano a tutti gli effetti, Front, pur coi suoi 46 anni continua a primeggiare in una particolare specialità della canoa e non disegna di prendere parte alle principali maratonine romane. 
Il suo esempio è importante soprattutto per capire come è possibile coniugare lavoro, studio e carriera sportiva, riuscendo a essere vincenti su tutti i fronti. Dalla sua esperienza si intuisce che lo sport gli è stato utile per superare i momenti difficili che ha dovuto affrontare e, ancor di più, che tutto quello che ha investito nello sport gli è tornato indietro come valore umano.
Front, insieme alla moglie e ai due figlioletti, è stato poi invitato ad officiale il sorteggio delle due squadre che avranno la grande opportunità di scendere in campo all’Olimpico prima di Roma-Lazio il 26 gennaio prossimo, per la tradizionale partita amichevole che precede l’inizio della Oratorio Cup.
Le due fortunate compagini sono il San Giuseppe Artigiano (Under 13) e l’oratorio La Resurrezione di Aprilia (Under 14).

Entrando nel clou della serata, il presidente Pasquini ha annunciato una novità di grande rilievo per il CSI Roma: il cardinale vicario per la Diocesi di Roma Angelo De Donatis, ci ha fatto il grande regalo natalizio di assegnarci un sacerdote a tempo pieno: si tratta di don Bonifacio Sarte Lopez, uno che di sport se ne intende, visto che, nonostante la sua statura non proprio elevata, ha giocato a pallacanestro da ragazzino e poi ha difeso la porta dell’Anselmiano nella Clericus Cup; ma in pratica il pallone in mezzo ai piedi ce l’ha sempre, giocando spesso coi ragazzi del quartiere dove esercita il proprio ministero (Prima Porta).
“Perché si viene scelti capitani? Perché il mister ha fiducia in noi, crede nelle nostre potenzialità e apprezza la nostra determinazione. Lo sport riesce a dare un senso alla nostra vita, che è dura per tuti,  e ci aiuta ad essere sempre noi stessi!”. Quale miglior messaggio potevamo attenderci dal nostro nuovo consulente ecclesiastico? Benvenuto fra noi, don Bonifacio!

A lui è spettato ovviamente, come primo atto “ufficiale”, di benedire le fasce da capitano che lui stesso, insieme a Daniele Pasquini, ha poi consegnato ai capitani, insieme alla copia del decalogo, che è stato letto da Andrea, giovane calciatore del S.Anna, col conseguente impegno di fedeltà declarato da tutti i convenuti.

  • 15/12/2019

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