L'associazionismo cattolico, se unito, può fare grandi cose!

La Festa diocesana del gioco e dello sport, svoltasi il 25 aprile al Galoppatoio di Villa Borghese, avrà tanti motivi per essere ricordata. Innanzitutto, perché si trattava della prima uscita pubblica dell’Ufficio Sport del Vicariato, diretto da don Francesco Indelicato: una bella ed impegnativa “prova sul campo” a compimento di un anno di lavoro speso per ricucire i rapporti con le più importanti realtà associative della diocesi di Roma e coinvolgerle nella promozione e l’organizzazione di eventi e progetti pastorali condivisi.

E’ il segnale di una Chiesa moderna, al passo coi tempi, desiderosa di far “toccare con mano” i contenuti nel primo documento pontificio sull’importanza dello sport nella Chiesa, “Dare il meglio di sé”. Alla sua uscita, ne parlammo come di una svolta epocale, perché andava finalmente a determinare il “diritto di cittadinanza” dello sport nell’azione pastorale. E questa Festa ci ha di ha detto chiaramente che… sì, si può fare; anzi, si deve fare!

E’ pur vero che la Festa diocesana ha goduto della luce riflessa da un evento di particolare significato sociale quale è la Giornata della Terra, che si celebra ufficialmente il 22 aprile ma che nei giorni seguenti è stata amplificata da una serie di iniziative, fra cui per l’appunto il Villaggio della Terra. Trovarsi insieme all’aria aperta, giocare, condividere le esperienze di chi si occupa della salvaguardia del pianeta, respirare quei valori che il vivere quotidiano ha purtroppo inquinato.

D’altra parte, cosa più del rispetto del creato e della natura ci porta alle origini del cristianesimo? Mons. Gianrico Ruzza, Segretario generale del Vicariato, ha ben sottolineato, durante la messa celebratasi al Galoppatoio, come lo stesso Papa Francesco, nella sua enciclica “Laudato si’”, abbia richiamato a una “ecologia integrale” che interessa «tanto le condizioni del nostro mondo quanto le persone che lo abitano”. Ed ha ancora evidenziato che, “questa esperienza è un modo nuovo di essere cristiani; siamo usciti nella piazza, vero luogo di incontro, dove possiamo sperimentare la gioia dello stare insieme, testimoniando la vita e l’incontro con una persona, non un fatto storico”.

La simbiosi con la Giornata della Terra è stata dunque il classico “valore aggiunto”, grazie al quale – come ha affermato don Francesco Indelicato – è stata data concretezza all’invito del Santo Padre ad essere “Chiesa in uscita”. La Chiesa che incontra il mondo, con una facciata gioiosa e giocosa, senza imporre nulla.

Un progetto che ha ovviamente suscitato grande entusiasmo nel CSI, che lo ha abbracciato e sostenuto sin dall’inizio, nella convinzione che le associazioni sportive di ispirazione cristiana, se si mettono insieme, possono realizzare eventi di grande importanza.

Una prima edizione perfettamente riuscita, dalla quale prendere slancio per fare ancora di più, e di meglio, nei giorni a venire.

  • 30/04/2019

Galleria

Condividi

    Categorie

    Le altre notizie