Il nostro Comitato in visita a Mezzocammino per festeggiare il Natale

In un quartiere che sembra l’ “Isola di Utopia” della moderna urbanistica romana, la chiesetta in stile presepe intitolata a Papa Giovanni ha i tratti di un quadro naif, fatto di cose buone e semplici, di grande laboriosità, dove spuntano bambini da tutte le parti mentre, dietro le quinte, gli adulti sono al lavoro per creare nuovi momenti di incontro e di animazione.

A tirare le fila del tutto c’è don Vittorio, un fisico asciutto da maratoneta che ne testimonia la passione per lo sport e un linguaggio fatto di immagini, non per essere originale a tutti i costi ma per rendere la dottrina più facile e piacevole da capire. La zucca che si trasforma in cocchio e un vasetto di marmellata sono i simboli a cui si è affidato per spiegarci che lo sport  può valorizzarci al di là di come possiamo apparire e che basta un Grazie per addolcire le persone e avvicinarle alla fede.
Tutti insieme abbiamo poi letto una preghiera “fatta in casa”, che è piaciuta molto ai ragazzi della parrocchia e che esprime anch’essa valori autentici, senza ridondanze né sofismi letterari, come è proprio nello stile di questa realtà.

Don Vittorio ha ricordato che la Papa Giovanni XXIII è l’ultima parrocchia nata nella Diocesi di Roma (2006) e per molti anni è stata la più piccola. Oggi raduna qualcosa come 5000 famiglie e la chiesa è diventata ormai troppo stretta per accoglierle, tanto che si è dovuto piazzare degli altoparlanti esterni per permettere a tutti di seguire la messa.

Qui, tra le tante cose, si fa anche sport, naturalmente. la ASD della parrocchia, presieduta da Aurelio De Nigris, dispone di un campo da calcio a 5, dove gravita anche la Eur TM e di uno da beach. Non c’è una vera e propria attività agonistica, ma un giocare libero e divertente. I momenti forti della stagione sono la festa dello sport in parrocchia che si svolge la domenica delle Palme, caratterizzata  da attività di atletica quali corsa campestre, lancio del vortex, salto in lungo, 25 m. piani e a ostacoli; la Mezzocammino Corre, manifestazione podistica che nel 2020 si terrà il 9 maggio; la sfida di bocce fra nonni e nipoti sul campo di beach.

“Per noi – ha detto Aurelio – è una gran cosa aver ricevuto la visita della dirigenza CSI in prossimità del Natale. Negli anni, abbiamo potuto apprezzare sempre più il legame con l’Associazione e grazie alla Oratorio Cup siamo entrati in contatto con tante parrocchie e tante persone che hanno la nostra stessa visione, arricchendoci molto. Proprio questo è l’ “effetto CSI”, accomunare realtà che fanno le stesse cose, creando delle sinergie che danno tanta forza”.

Aurelio ha poi tenuto a sottolineare come in parrocchia si stia seguendo un percorso diverso dall’usuale: avvicinare dapprima i genitori per far si che questi trasmettano i valori dello sport e della fede ai propri figli e per capire come strutturare la parrocchia in funzione dei ragazzi.
In questa avventura è accompagnato da un gruppo di persone altrettanto appassionato come Francesca De Santis, socia fondatrice e autentico motore della maratonina di Mezzocammino, la vicepresidente Orietta, il tesoriere Giuseppe Colapietro e il segretario Mario Zotta.

Daniele Pasquini, a nome dei dirigenti CSI presenti all’incontro, ha rivolto agli ospitanti i ringraziamenti che non sono solo di rito, sottolineando che “E’ bello toccare con man le singole realtà, ed in particolare quelle periferiche , perché ciò serve a ridurre quelle distanze che in una grande città come Roma si creano inevitabilmente fra società sportive e sede CSI.  Ogni realtà è una perla preziosa, e l’Associazione costituisce il filo invisibile che le fa diventare una collana di ancor più grande valore.”

All’appuntamento di Mezzocammino hanno preso parte anche alcuni partecipanti al corso per dirigenti CSI che si è recentemente concluso, ai quali è stato consegnato il diploma. Un modo, anche questo, per fare comunità e per far sentire tutti protagonisti del medesimo progetto.

  • 17/12/2019

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