Il CSI festeggia i 75 anni con Papa Francesco

L’11 maggio, Innanzi ai 350 rappresentanti dell’associazione, ricevuti  in Sala Clementina – tra cui, per il CSI Roma, il presidente Daniele Pasquini, il vicepresidente Alessandro Pellas, il coordinatore attività sportiva Daniele Rosini, il consigliere di presidente Daniele Zaccardi -  l’augurio di Bergoglio per un agonismo sano che veda sempre nell’avversario un amico e un fratello.

 “Lo sport è una grande scuola a condizione che lo si viva in un agonismo che non faccia perdere il sorriso”, ha aggiunto il Santo Padre, sottolineando poi il “grande impegno di animazione sportiva” attraverso cui il Csi “porta avanti la sua missione”, quella di “offrire ai giovani, attraverso lo sport, uno stile di vita sano e positivo, che abbia alla base la visione cristiana della persona e della società”. 

“Lo sport, infatti – ha detto Papa Francesco - è una grande scuola, a condizione che lo si viva nel controllo di sé e nel rispetto dell’altro, in un impegno per migliorarsi che insegni la dedizione e la costanza, e in un agonismo che non faccia perdere il sorriso e alleni anche ad accettare le sconfitte”. Il Papa ha poi considerato la “pratica sportiva” come “occasione di aggregazione, di crescita e di fraternità”. 

Richiamando lo Statuto del Csi, ne ha segnalato come intenda “testimoniare il valore dello sport come strumento per promuovere l’accoglienza, la salute, l’occupazione, le pari opportunità, la salvaguardia dell’ambiente, la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, la coesione e l’integrazione sociale”. 

Altro passaggio significativo del discorso ai dirigenti del Csi quello sul cuore della visione cristiana dell’uomo, alla base dell’attività sportiva. “Sogniamo e vogliamo costruire un mondo sulla base di un agonismo sano, che veda sempre nell’avversario anche un amico e un fratello. Con questo atteggiamento, con questo cuore così allargato, ogni attività sportiva può essere chiamata gioco. Giocano i bambini; il gioco è l’attività della gioia, sempre”. E infine l’ultimo monito ai 350 rappresentanti dell’associazione riuniti in Vaticano è stato sul cammino e sulla strada da seguire. “La vostra attività deve essere ispirata alla gratuità: dare! E per questo è importante nello sport custodire la dimensione amatoriale. È molto importante, perché custodisce la gratuità, la gratuità dell’essere, del darsi”.

Al Pontefice il Csi, per mano del presidente nazionale, Vittorio Bosio e dell’assistente ecclesiastico nazionale, don Alessio Albertini, ha poi donato un crocefisso, “Nello”  l’asinello, mascotte del Csi, e simbolicamente uno dei 500 zainetti contenenti prodotti per l’igiene personale, destinati alle persone bisognose, ed ai senza tetto accolti dal Papa.

  • 17/05/2019

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