EDITORIALE - Manuel Bortuzzo, un campione vero!


Manuel Bortuzzo, promessa del nuoto italiano, stava lavorando duro per inseguire il sogno delle Olimpiadi. Fino a qualche giorno fa, lo conoscevano - e lo stimavano molto – solo gli appassionati di nuoto e gli esperti  del settore. Oggi, per colpa di una sciagurata disgrazia, lo conosciamo tutti. Sotto i riflettori mediatici Manuel sta dimostrando di essere davvero un grande campione nella vita, con la sua serenità e la sua forza d’animo, con la sua ostinata speranza nel futuro, col suo essere “testimone di vita” che tutti i genitori vorrebbero avere. 

È difficile essere un campione nello sport, ma è ancora più difficile essere campione nella vita. Quel maledetto colpo di pistola che lo ha centrato per sbaglio, lo ha catapultato in una sfida difficile, complicata, ingiusta: un campionato che non ha come premio una coppa o un trofeo, ma che ha come obiettivo quello di rinascere come uomo, diversamente e nuovamente. Manuel ha subito dimostrato la grinta del campione, che di fronte ad un ostacolo cerca il modo di reagire. Ha iniziato il suo nuovo campionato vincendo la prima partita. 

“Non so perché, ma la prima persona che mi è venuta in mente in questi giorni è stata Bebe Vio”, ha detto Manuel. Non saperlo significa che è una cosa che gli è venuta dal profondo, dallo spirito. Una energia profonda che gli viene dalla sua esperienza sportiva, ma non solo. Insieme a Manuel abbiamo conosciuto la famiglia, in particolare suo padre. Una famiglia solida, che ha saputo gestire la situazione al meglio, trasmettendo messaggi di speranza, di pacatezza, mai di odio o di rancore scomposto. L’educazione sportiva, che pure ha forgiato il carattere di Manuel, non sarebbe bastata e non basterà ad affrontare la sua nuova condizione di vita. Ma la vicinanza della famiglia, prima, adesso e poi, sarà fondamentale per aiutare Manuel ad individuare nuovi modelli e nuovi obiettivi di vita.  

Il calore e il coinvolgimento emotivo di tante persone, anche di chi non conosceva Manuel e lo ha conosciuto solo indirettamente dai servizi televisivi, è il segno che la sua testimonianza è arrivata al cuore della gente. “Fino a oggi non mi rendevo conto di tutto quello che è successo”, ha dichiarato Manuel, “Quando ho ripreso il telefono ho visto che cosa si è scatenato sui social e non solo. Le ragazze che indossano le magliette con il mio volto, gli striscioni con il mio nome, la M sulle spalle di tanti. La gente che non sapeva neanche chi fossi che mi scrive 'ti voglio bene' e mi dice che sono diventato un punto di riferimento. Mi sono chiesto come sia possibile che sia nato questo spirito di famiglia. So solo che è bello, molto bello”.

Caro Manuel, la grande famiglia del CSI di Roma ti è vicina. Sappiamo che adesso arriveranno giorni difficili, in cui le luci mediatiche si spegneranno e la nuova quotidianità si farà avanti con nuovi pesi e ostacoli da affrontare. Ti aspettiamo e ci auguriamo di poterti avere tra noi in qualche occasione speciale. Perché il tuo esempio, ne siamo convinti, riuscirà a contagiare tanti dei nostri ragazzi, trasmettendo con la testimonianza della tua vita i valori che da sempre sono la nostra meta. 

Daniele Pasquini
  • 16/02/2019

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