Dietro alle quinte della Clericus Cup


Benchè si tratti di una manifestazione di interesse mondiale, la Clericus Cup è anche un evento di forte impronta romana, intendendo con questo termine la partecipazione attiva del CSI Roma, che sin dalla prima edizione è stato coinvolto per l’organizzazione tecnica e logistica, nonché per la parte arbitrale e la giustizia sportiva.

“Roma è orgogliosa di essere al servizio della Clericus Cup – afferma il presidente del Comitato capitolino Daniele Pasquini. Ormai sono 13 anni che seguiamo la manifestazione, che è diventata parte integrante della programmazione annuale. La Clericus riesce ad esprimere i massimi valori dello sport, come li intendiamo noi del CSI: non solo attività agonistica, ma anche educazione pastorale. Auguro a tutti i sacerdoti e seminaristi che al termine di questa esperienza possano a loro volta trasmettere questi valori nelle comunità in cui andranno ad esercitare la propria attività. La Clericus è un seme che si propaga di anno in anno, moltiplicando i suoi frutti in tante parti del mondo.”

Ma la  Clericus Cup ha anche un “dietro le quinte” molto vitale, che è garanzia stessa di riuscita della manifestazione.  In 13 anni, decine e decine di collaboratori hanno lavorato alacremente, e in silenzio, per dare alle squadre partecipanti il meglio che si potesse. Impossibile ricordarli tutti; alcuni sono usciti dall’orbita CSI ed hanno altre occupazioni; altri sono diventati grandi affezionati alla Clericus, tanto che alcuni hanno partecipato a tutte le 13 edizioni svolte sinora.
Tra questi Armando Cortese, responsabile tecnico della Clericus, a cui abbiamo rivolto alcune domande per entrare nel “mondo sommerso” dell’evento e coglierne tutte le sfumature.

Come viene scelto e preparato lo staff dei collaboratori che seguono l’evento?
Sono vari i criteri da tenere in considerazione, tutti necessari ed importanti allo stesso modo: la disponibilità a svegliarsi presto e a sporcarsi le mani; il sentirsi parte di gruppo in cui lavorare serenamente; il saper consigliare ed aiutare l’altro nei momenti di difficoltà. Inoltre occorre essere sempre concentrati ed attenti ai dettagli per evitare a monte alcune problematiche e risolvere con tempismo gli eventuali imprevisti ; il tutto…a prescindere dalle  condizioni meteo, non sempre amiche!
Solitamente lo staff della Clericus è costituito da un mix di elementi affidabili e nuove leve, che proprio sul campo hanno la possibilità di fare esperienza ed acquisire nozioni di base, utili poi per eventi più impegnativi e complessi.

Quali sono le problematiche che solitamente si incontrano nell’organizzazione e che tipo di soddisfazioni morali si ricavano quando tutto va come previsto?
La Clericus Cup ha ormai una modalità organizzativa ben delineata: come in ogni situazione, improvvisare non è mai una scelta vincente, quindi la buona riuscita del progetto è garantita dal programmare per tempo, dall’informare ed aggiornare costantemente e dal muoversi su binari sicuri.
Sarà così più semplice far combaciare le esigenze di tutti gli attori coinvolti e meno difficoltoso superare gli ostacoli inattesi.
Una stretta di mano, un grazie sincero e la fotografia di un allestimento ben fatto: queste le soddisfazioni…se poi non ci sono infortuni, ancora meglio!

Come hai visto crescere negli anni la Clericus - Che cosa ha di diverso la  Clericus tra tutti gli eventi che segui per il CSI Roma?
Rispetto alle prime edizioni sicuramente sono migliorati il livello del  gioco e l’organizzazione delle squadre; gli Istituti ed i Rettori sono più collaborativi ed i responsabili tecnici più preparati.
lnoltre il messaggio della Clericus Cup, Giocare per credere, e quello del Centro Sportivo Italiano, Educare attraverso lo sport, godono oggi di una maggiore visibilità e di una diffusione più capillare. L’elemento che più di ogni altro differenzia la Clericus soprattutto dagli eventi calcistici è l’essere vissuta con tranquillità d’animo, anche se non mancano l’agonismo, le proteste ed i provvedimenti disciplinari.

Il dietro le quinte nasconde sempre qualche aneddoto simpatico e anche significativo. Vuoi raccontarcene qualcuno?
In tredici edizioni mi sono state “confessate” storie personali di vita e di mondi lontani che si mescolano e si confondono perché spesso simili alle nostre…quello che più mi rimane sono le parole d’affetto di tanti che, alla loro ultima presenza, ti esprimono gratitudine perché la Clericus è stato un momento di formazione e divertimento nel loro percorso di crescita umana.

  • 13/06/2019

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