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Clericus Cup, tutti a caccia del Collegio Urbano

Come sempre, con l’arrivo della Quaresima, arriva la Clericus Cup, il “Mondiale” calcistico della Chiesa, promosso dal Centro Sportivo Italiano, e con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale del tempo libero, turismo e sport della Cei, del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano, quest’anno sostenuto dai Cavalieri di Colombo.

L’edizione numero 14 ha avuto come rito introduttivo, una Messa comunitaria, aperta a tutte le squadre partecipanti, con molti sacerdoti concelebranti assieme a don Alessio Albertini, assistente ecclesiastico nazionale del Csi che nell’omelia ha parlato di un Gesù provocatore nella nostra vita e di vocazioni all’attività giovanile. “Vorrei che il cammino della Clericus oltre al divertimento calcistico diventi l’occasione per stare più vicini ai giovani”.
La Clericus Cup conferma la novità introdotta nel 2019, quella cioè che vedrà nella prima fase delle competizioni, seminaristi e sacerdoti impegnati in gironi differenti. Un modo per vivere le gare di qualificazione rispettando i distinti percorsi formativi e le tappe intermedie per arrivare ai ministeri: pastorali per i più esperti “don”, accademici per gli studenti che non hanno ancora ricevuto l’ordinazione presbiteriale.

È stato don Albertini ad illustrare il tema scelto dal Csi in questa nuova edizione: “Pray and play!” La grandezza dello sport è quella di rischiare. La vita è sempre un rischio. Sta a noi decidere se giocarla fino in fondo confidando in qualcuno che possa accompagnare. Dove c’è un rischio c’è sempre Dio. Questo slogan ci dice: Sappi giocare la tua partita con il meglio di te stesso, mettiti nelle mani di Dio che ti darà la forza per giocare la partita, non ti farà vincere o perdere ma ti darà la forza per giocare”.

La Clericus Cup vedrà, sui campi del Centro Sportivo Pio XI, a due passi dal Vaticano (Via di Santa Maria Mediatrice, 22), 16 squadre con una formula composta da 4 gironi di 4 squadre. Calcio d’inizio il 7 marzo con le partite dei gironi A e B, quindi a fine marzo le qualificate, con le prime due classificate di ciascun girone che si qualificano per le fasi successive. Sosta obbligata in aprile per le celebrazioni pasquali. Quindi si torna in campo a maggio con i quarti di finale (sabato 9): le semifinali (sabato 23) prima dell’appuntamento clou con le due finali: sabato 30 maggio

Sono 374 i tesserati iscritti, inclusi i dirigenti delle squadre, con passaporto di ben 70 diverse nazionalità. Dei 330 calciatori pronti a scendere in campo il Messico è lo Stato più rappresentato nel torneo, con 31 giocatori, sparsi in 5 squadre, oltre naturalmente alla Nazionale guadalupana del ColMex. La Nigeria con 20 atleti è il secondo Paese più presente nella Clericus. Quindi il Camerun (19), Argentina (18) e con 17 rappresentanti per ciascuna squadra, gli statunitensi, tutti in forza al NAM, gli ucraini del Collegio Ucraino. Seguono Brasile, Spagna, Tanzania e Colombia. Cinque i continenti rappresentati, con giocatori anche di Australia, Cina, Russia, Ruanda, Canada, Egitto, Venezuela, Papua Nuova Guinea e Sud Sudan.

Sono solamente quattro le squadre che hanno partecipato a tutte le 13 tredici precedenti edizioni della Clericus Cup: North American Martyrs, Collegio Urbano, Mater Ecclesiae e Sedes Sapientiae, unica squadra fra le magnifiche 4 a non aver mai conquistato il titolo, pur sfiorandolo nel giugno scorso. Il Collegio Brasiliano ancora assieme con il Collegio Portoghese nella Alleanza Luso Brasiliana. Fa il suo ritorno il Pontificio Collegio Ucraino, mentre solenne, benedicente e ricca di fraternità si presenta l’Urbi Et Orbi Team, la neonata squadra d’Oltretevere che lega preti vicini a San Pietro e suscita davvero parecchio interesse.

Anche quest’anno rettori e capitani della Clericus Cup vivranno un momento particolarmente importante alla vigilia della finale del torneo. Mercoledì 27 maggio, al termine dell’Udienza generale, il Santo Padre, grande appassionato e tifoso di calcio, saluterà una delegazione di rappresentanti delle 16 formazioni, benedicendo la Coppa ed il pallone della finale, in pieno spirito di fraternità e di comunione, come quello vissuto nella Messa inaugurale che quest’anno ha voluto essere l’antifona di ingresso al campionato di calcio

  • 27/02/2020

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