Capitani oggi, uomini e donne domani


Oltre un centinaio di società sportive, con i propri capitani e dirigenti, ha preso parte alla nona edizione del meeting prenatalizio che pone in risalto i valori autentici dello sport e le peculiarità di essere parte di una associazione come il CSI.

La serata – presentata da Giulia Costantini, speaker delle nostre gare di ciclismo - è stata introdotta da un filmato realizzato nel 2016 per l’Anno della Misericordia, nel quale Papa Francesco ha tracciatola strada per uno sport che valorizzi la cultura dell' incontro, al fine di costruire un mondo di pace.

Successivamente, il presidente provinciale Daniele Pasquini ha focalizzato l’attenzione sul tema centrale di questa Notte dei Capitani: lo sport per l’acquisizione del concetto del limite. Un termine interpretato nella molteplicità dei suoi significati, a cominciare da quello sociale. Daniele ha rilevato che, mentre da un lato la tecnologia tende ad abbattere sempre più le barriere fra gli uomini e le cose, noi continuiamo a costruire muri fra i popoli, come sta accadendo ora fra Palestina e Israele. Muri che si possono abbattere – lo ha detto lo stesso Papa Francesco, e prima di lui  Nelson Mandela – attraverso lo sport.  
Lo sport, dunque, ha il potere di cambiare il mondo, purchè vi siano uomini e donne disposti ad impegnarsi per raggiungere tale obiettivo. Gli elementi di base sono il sacrificio – che significa rendersi sacri – e l’esercizio,rifuggendo ogni scorciatoia, il doping in primis.
L’augurio conclusivo che Daniele Pasquini ha rivolto ai capitani è di cercare di migliorarsi sempre scoprendo i propri limiti.

La prima delle varie esibizioni di Magdalena e Nicolò della  Scuola Romana di Circo e un filmato della Campagna #IOCOSì, di sensibilizzazione contro le discriminazioni, hanno introdotto l’intervento di Laura Coccia campionessa paralimpica e deputato, la cui esperienza è emblematica per dare il senso di cosa significhi superare i propri limiti. “Da bambina ho dovuto prima imparare a mettere un passo dopo l’altro, poi a camminare per mano e quindi da sola, percorrendo distanze sempre più lunghe”. Come parlamentare, ha lavorato molto sulla tutela delle atlete, nessuna delle quali è professionista, ed in particolare per garantire loro un sussidio nel periodo di maternità. Inoltre, si è impegnata sul fronte della scuola primaria, dove lo sport è praticamente assente, e proprio grazie all’ultima legge di bilancio si è riusciti a prevedere degli stanziamenti per l’educazione motoria in questo ambito.

Dopo di lei è stata la volta di Daniele Masala, indimenticato campione del pentathlon moderno, vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles, attualmente giornalista e commentatore Rai.  Chi meglio di lui, non certo un maciste fisicamente, può rendere l’idea su cosa fare per superare i propri limiti? Da nuotatore è diventato pentatleta; impegnarsi su 5 discipline sportive molto diverse fra loro non è per niente facile, ma in fondo il segreto per farcela è soltanto uno: capire che non bisogna porsi limiti, puntando sempre ai traguardi più alti. 
Riprendendo quanto detto da Pasquini sulla tecnologia, Masala ha ironizzato sul riconoscimento che il CIO ha dato ai videogiochi, facendo capire che in tal modo si crea un tutt’uno con la macchina spacciando il semplice movimento delle dita sul controller per attività fisica.
Anche lui ha toccato il problema del doping, facendo presenti che tutti gli atleti che si sono classificati dopo lui, alle Olimpiadi, sino ad arrivare all’ultimo, hanno accettato il proprio limite cercando però di spostarlo sempre più avanti. Nessuno, in sostanza, ha fatto ricorso a sostanze illecite per guadagnare posizioni. Inoltre, ha tenuto a sottolineare che il doping crea anche grandi problemi di salute, soprattutto in chi comincia ad usarlo in età precoce. “Diffidate dall’aiutino, chi fa sport tutti i giorni e mangia bene non ha bisogno di niente!”

La terza testimonianza della serata è stata quella di Roberto Tavani, della segreteria politica del presidente della Regione Nicola Zingaretti. Alle spalle ha molteplici esperienze sportive, anche in oratorio, quali hockey prato, baseball e tennis, mentre ora è un assiduo praticante podista.   
Parlando dell’attività svolta da Zingaretti in funzione dello sport  - di cui abbiamo anche osservato un riflesso filmato – Tavani ha sottolineato che “ciò che abbiamo tentato di fare per sport nasce daĺla consapevolezza che la Regione dovesse rendersi utile per lo sport all’insegna della cittadinanza, per il riconoscimento di tutti i diritti, per far crescere e migliorare la società nel suo complesso, perché lo sport può fare tanto in questa direzione.  Avere una società più sana e affermare lo stare insieme in maniera democratica  sono i principi cardine della politica portata avanti da Nicola Zingaretti. E in un mondo tecnologico come è quello di oggi, che ci porta sempre più all’isolamento, il rilancio e il sostegno delle attività sportive è quanto mai necessario.”

Si è conclusa così la prima parte della serata. A seguire si è passati alla cerimonia vera e propria, con S.E. Mons. Gianrico Ruzza, da poco nominato segretario generale del Vicariato di Roma, che si è rivolto ai presenti ricordando San Paolo e la sua allegoria “sportiva” sulla corsa della vita verso la verità. che è Cristo.
“Dobbiamo fare squadra, stare insieme, scoprire la bellezza di essere amici, compagni e alleati; il valore dello stare insieme a prescindere dalla vittoria.” E, riallacciandosi a Papa Francesco: “Lo sport come scuola di pace è una cosa di cui abbiamo tanto bisogno. Il pontefice ci ricorda spesso che dobbiamo stare insieme e camminare insieme, tessendo il dialogo della pace. Per le comunità cristiane lo sport è un valore aggiunto e spero che gli oratori siano sempre più coinvolti nei progetti che il CSI sta ottimamente portando avanti per loro.”

Dopo aver benedetto le fasce, Mons. Ruzza ha assistito, insieme a tutti gli altri, all'atto solenne della lettura del Decalogo del Capitano. Da parte della giovanissima Francesca del Santa Gemma, con tutti gli altri ragazzi a proclamare, al termine di ogni punto, la propria condivisione rispondendo: “mi impegno”.
Recitato tutti insieme il Padre Nostro, ha preso via la sfilata dei capitani verso Mons. Ruzza e gli altri ospiti d’onore della serata, per ricevere la fatidica fascia e il decalogo.

La Notte dei Capitani si è conclusa col brindisi e un buffet a base di dolci natalizi. Ma la cosa più bella è stata leggere negli occhi dei nostri capitani, dai più giovani ai più grandi, l’orgoglio e il senso di responsabilità del ruolo che rivestono. Perciò, siamo certi che ora sapranno trasmettere ai propri compagni i valori che già avevano e che hanno rafforzato grazie a questa serata.

  • 18/12/2017

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