Oratorio Cup, lo sport a misura di parrocchia

L’Oratorio Cup può essere definita a pieno diritto la quintessenza dello sport di marca CSI. Non è semplicemente il campionato dedicato alle parrocchie e nemmeno un modo per far giocare i ragazzi, ma un progetto educativo e formativo ad ampio respiro e a lunga gittata, che coinvolge tutte le fasce d’età e unisce tutti i partecipanti in un grande coro di persone. Basti ricordare i numeri della passata stagione: 216 squadre, 2354 atleti, 321 educatori, 1211 partite disputate.

La grande sala gremita messa a disposizione dalla Parrocchia S.Giuseppe al Trionfale per il meeting di presentazione convocato sabato scorso ne ha dato l’immediata percezione. Dirigenti, tecnici e responsabili di Comitato si sono ritrovati come vecchia amici, venendo anche da zone molto lontane anche solo per rivedersi e salutarsi.
E l’accoglienza è stata eccellente. Don Salvatore Alletto ha dedicato a tutti noi, in apertura, un bel momento di preghiera, permeato da tutti i valori dell’Oratorio Cup e dell’essere CSI.

Poi è toccato al presidente del CSI Roma Daniele Pasquini – che è anche presidente della Commissione Parrocchie, dare gli input necessari per ben cominciare e trascorrere questa nuova stagione.
Partendo dal concetto che abbiamo esposto in apertura, Pasquini ha sottolineato quanto sia difficile portare avanti un progetto del genere, perché nel programmare l’attività bisogna chiedersi sempre perché la si sta facendo e con quale spirito la si deve svolgere. Altrimenti, si rischia di finire in balia del modello di sport, tutt’altro che confacente, propagandato dalle tv e dai giornali.
“Educare – ha detto il presidente - significa a trasmettere valori; se uno non li ha dentro di sé non può fare l’educatore. Certamente, i ragazzi poi sono liberi di accogliere o meno questi valori. Ma bisogna evitare di istruirli come se fossero a scuola, in quanto da parte loro può esserci rigetto. L’aspetto chiave sta nel cercare l’equilibrio fra la trasmissione dei valori e la disponibilità a recepirli.”
Ecco la difficoltà di assumere il ruolo dell’educatore. D’altra parte, ha aggiunto Pasquini, non esiste una ricetta valida ovunque. Pertanto, ogni realtà deve scoprirla e sperimentarla da solo, senza mai rinunciare a due ingredienti fondamentali: la testimonianza, cioè vivere dentro di sé i valori che si vogliono infondere; il gioco, che di per se non ha un’utilità propria, ma aiuta a trovare quell’equilibrio di cui si è appena parlato.

In proposito, interessante anche il contributo dell’arbitro e formatore di arbitri Alessandro Miceli: al centro deve esserci sempre la persona, sia essa il ragazzo che va in campo, il tecnico, il dirigente o il familiare.

Successivamente, è toccato al responsabile della Commissione Fabrizio Papa illustrare i contenuti tecnici, e non solo, della Oratorio Cup 2017-18, che in effetti è la sommatoria di tre eventi comunque distinti e separati. La stagione partirà infatti con la Coppa Roma ad ottobre, proseguirà con la stessa Oratorio Cup da novembre ad aprile e si concluderà con Giocare per Credere da maggio a giugno.
Una proposta modulare, dunque, che permette di andare incontro alle diverse esigenze degli oratori.

Quanto al regolamento vero e proprio, non riteniamo necessario dilungarci, in quanto tutta la documentazione è già stata pubblicata sul nostro sito e inviata agli oratori iscritti. Occorre però sottolineare l’attenzione prestata dalla Commissione – che si compone anche di Corinna Maiutto, quale responsabile del trofeo polisportivo, e di Simone Tatti, collaboratore di segreteria – affinchè tutte le squadre giochino lo stesso numero di partite e non venga fatta selezione fra di esse. A tutti i sodalizi sarà chiesto di organizzare almeno due “quarti tempi”, ovvero dei momenti conviviali al termine delle partite. Fino all'under 16 le squadre sono miste.
In tutte le partite la squadra ospitante dovrà garantire la presenza del defibrillatore e di un esecutore abilitato.

Riguardo al polisportivo, per la fascia primaria (nati 2010/11/12) sono previste 6 tappe, in cui si svolgeranno sempre partite di calcio a 5 e il percorso motorio, più, in alternanza, partite di dodgeball, pallamano e minibasket. La festa finale consisterà in giochi e sfide che coinvolgeranno anche i genitori.
Per le fasce Under 10/11/12 è prevista una giornata polisportiva obbligatoria, che farà classifica.

Il progetto è completato dai corsi di formazione per addetti all’arbitraggio, per allenatori e dirigenti. Quello per allenatori si suddivide in due livelli (il secondo a carattere regionale) ed è completato da un corso specifico per l’attività polisportiva. I dirigenti seguiranno un proprio percorso formativo, integrato col progetto “Il Comitato nella vostra casa”, a cura della Commissione Calcio.






  • 17/09/2017

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