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Una società al giorno: Pol. Millesimo

La Polisportiva Millesimo e fra le società che vantano il maggior numero di squadre iscritte ai nostri campionati di calcio a 5 e in passato era presente anche nei settori basket e pallavolo.

Presidente, immaginiamo che anche per voi ci sia grande rammarico per le conseguenze che ha avuto lo scoppio dell’epidemia.
Per noi e soprattutto per i ragazzi. A loro l’attività sportiva manca tanto e a noi dispiace tanto non averli qui, perché riteniamo che lo sport debba essere un veicolo per creare spirito di gruppo, amicizia, contatti personali. Una filosofia, questa, che abbiamo portato avanti negli anni  e che proprio in questa fase così difficile ci sta dando soddisfazione. I ragazzi, infatti, continuano a essere in contatto non solo con noi, ma anche loro stessi e anche tanti genitori si danno da fare per sviluppare queste relazioni. Complessivamente, sono contento di riscontrare che la maggioranza assoluta dei nostri giovani sta vivendo questa fase con una certa serenità.

In mancanza di sport “vero”, come tenere impegnati i ragazzi?
Di iniziative ce ne siamo inventate tante; giochi di società, campionati di quiz, sfide e quant’altro, ma questo serve perlopiù a tenere vicini i bambini, perché gestire e motivare la fascia adolescenziale è molto più difficile. Detto questo, però, non temo assolutamente che perderemo qualcuno di loro per strada. Oramai per loro la Polisportiva è un punto di riferimento, sono molto legati a noi anche se non lo danno a vedere e quando si potrà tornare a dare calci al pallone non ho dubbi che saranno tutti qui di nuovo. 

Quali prospettive per il futuro?
Sono io a chiederlo a voi! Anzi, colgo l’occasione per chiedere al CSI Roma, col quale abbiamo ottimi rapporti da sempre, di lanciare qualche messaggio in più alle società, che ora più che mai hanno bisogno di avere qualcuno vicino. E anche per questo vi ringrazio molto per l’intervista. Tornando alla domanda, noi abbiamo un duplice problema, perché dobbiamo aspettare il via libera non solo dalle autorità ma anche dal Vicariato, che finora non ha mandato alcun segnale. Pure la Federcalcio, sinora, ha totalmente trascurato l'attività dilettantistica e giovanile, che invece avrebbe tanto bisogno di avere dei protocolli su cui basarsi.

E allora?
Io non voglio illudere nessuno, a cominciare dai nostri tesserati che non vedono l’ora di ripartire, perciò mi tengo cauto e penso che dovremo aspettare la fine dell’estate per poter cominciare a fare qualcosa, magari a scartamento ridotto. Con questa epidemia non si scherza e non è proprio il caso di ricorrere a soluzioni forzate.

  • 13/05/2020

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