A tu per tu con: Polisportiva De Rossi

La Polisportiva De Rossi è una grande realtà dello sport romano. L’impianto situato nel parco della Caffarella è frequentato da circa 1500 iscritti, la gran parte dei quali al settore calcio (ben 25 squadre dai “piccoli amici” in su). La Polisportiva propone inoltre scuola tennis e corsi per adulti, programmi di psicomotricità, i centri estivi per bambini da 4 a 12 anni,  ed ha un gruppo Special Team di persone con disabilità intellettive-relazionali. Inoltre, la simpatica iniziativa della “scuola calcio Cina” dedicata ai bambini cinesi, che sono ospitati nell’impianto la domenica mattina.

Presidente, i centri estivi sono per voi un appuntamento di importanza fondamentale. Come vi siete adattati alle problematiche create dalla pandemia?
Premetto che per noi i centri estivi hanno sempre rappresentato un punto chiave per l’attività stagionale e per questo li abbiamo sempre curati con grande professionalità, offrendo ai bambini una grande varietà di attività, anche extrasportive. Il nostro staff è composto da circa 90 animatori, che facciamo formare nei corsi CSI, nel rispetto del rapporto di 1 ogni 5 bambini che abbiamo sempre applicato.

Il programma dei centri ha subito qualche alterazione?
Per quanto riguarda il calendario no. Andremo avanti sino alla prima settimana di agosto e poi riprenderemo il 31 agosto sino all’inizio delle scuole. Mantenendo l’orario 8-17, abbiamo organizzato i flussi di ingresso e di uscita per garantire la sicurezza dei bambini, degli operatori e di tutti i frequentatori in generale. Tra le misure che abbiamo adottato: ingressi al centro estivo scaglionati con procedura di “triage”, registro delle presenze, divisione dei bambini in piccoli gruppi, gruppi fissi per la settimana, sanificazione delle aree e degli strumenti utilizzati, uscite dal Centro Estivo scaglionate, pasti serviti in monoporzione sigillata.  In sostanza, posso affermare che abbiamo predisposto un protocollo che tutti ci invidiano. Ma questo è anche la conseguenza di una filosofia di lavoro che abbiamo consolidato nel tempo, perché i bambini necessitano delle massime attenzioni sotto tutti i punti di vista.

Come sono andate le iscrizioni? 
La nota dolente è che dai 240 bambini circa che potevamo ospitare siamo scesi di colpo a un massimo di 80/90, anche perché abbiamo dovuto rinunciare alla seconda struttura a cui facevamo riferimento in quanto è chiusa per lavori di ristrutturazione, mentre nella sede della Polisportiva la riorganizzazione di tutti gli spazi ha comportato inevitabilmente la riduzione del numero di bambini ospitabili. A causa di questa riduzione, abbiamo dovuto stabilir delle regole per la composizione delle graduatorie settimanali, ma nel complesso non c’è stato alcun tipo di problema coi genitori e tutti sono soddisfatti della qualità e della varietà del nostro lavoro, che effettivamente non ha poi subito particolari alterazioni rispetto agli anni passati. Anche da parte dei bambini abbiamo riscontrato l’entusiasmo di sempre, sebbene le attività calcistiche non possano prevedere le partitelle, che per loro sono il momento di divertimento maggiore. In definitiva, inutile nascondere che questa riduzione ha comportato una perdita economica notevole per la nostra società, che punta molto sui centri estivi per finanziare le attività sportive stagionali.

Quali aspettative per il prossimo futuro?
Noi siamo prontissimi per la riapertura completa di tutte le attività. E siamo fiduciosi nel fatto che man mano il protocollo si allenti di modo che a settembre si possa tornare alla piena normalità.

  • 17/06/2020

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