A tu per tu con: Aniene Bike Team

Nata solamente un anno fa su iniziativa di un gruppo di amici che avevano alle spalle una certa esperienza nel ciclismo dilettantistico e amatoriale, la Aniene Bike Team ha puntato sulla qualità, attraendo nella propria sfera atleti affidabili e competitivi, non solo della area metropolitana ma anche delle province di Viterbo e Latina.

Ivan, adesso che l’incubo per voi ciclisti è passato, quale è il vostro bilancio del lungo periodo di inattività?
Come premessa, vorrei sottolineare che  nel formare il nostro team non abbiamo voluto “primedonne”, ma atleti seri, di carattere, portatori di valori sportivi e ambientali. E in questa fase abbiamo avuto la conferma che tutte le scelte sono state azzeccate. Nessuno ha gettato la spugna e tutti hanno continuato ad allenarsi a casa con impegno e volontà, tanto che il gruppo sarebbe pronto a gareggiare già domenica prossima se fosse possibile.

Con quali strumenti si sono allenati?
Grazie al programma Zwift e ad altre app dedicate oggi è possibile attuare, sia sui rulli interattivi che quelli no smart, oppure anche con le semplici cyclette, dei programmi di allenamento in piena regola. A volte anche meglio di quanto si possa fare per strada  perché non si affrontano gli imprevisti dovuti al traffico o al maltempo. Poi, chi ha un preparatore personale è maggiormente avvantaggiato, ma nel nostro caso è stato bello notare che i più esperti hanno dato volentieri una mano ai giovani ad impostare i rispettivi programmi. Anche questo dà il senso della grande famiglia che abbiamo cercato di creare.

In sostanza non avete perso nulla né sul piano atletico né su quello tecnico.
Questo ce lo diranno le gare. In linea di massima, ritengo sia stato fatto tutto il possibile da parte nostra per tenere alte le motivazioni. Bisogna guardare il lato positivo delle cose e il fatto che non ci sia stato contatto personale è stato minimizzato dagli incontri quasi quotidiani sui social e sulle piattaforme di videoconferenza, oltre che via whatsapp naturalmente. A Pasqua ad esempio abbiamo fatto un brindisi online tutti insieme, che è stata una cosa molto carina e significativa dell’unione che c’è nel gruppo.

Quando pensi si tornerà alle gare?
Visto che le gran fondo sono tutte saltate speriamo almeno che si possa disputare l’Etrusco-Sabino e poi il Roma Master Cross. Dal punto di vista organizzativo, il problema non è tanto nei ristori quanto nelle partenze, dove possono radunarsi centinaia di persone. Comunque, facciamo un passo alla volta: adesso perlomeno possiamo uscire individualmente e poi vedremo quando fissare qualche raduno sociale. Ormai è andata così ed è inutile recriminare, anche perché la salute è sempre al primo posto.

Nel CSI come vi trovate?
Io, ma anche altri, è da anni che frequento il CSI e noto che qui c’è maggiore contatto umano rispetto alle gare federali. Con i rappresentanti del Comitato, Enzo, Marco, Daniele e tutti gli altri siamo in ottimi rapporti, vediamo il grande impegno che mettono sul campo e la disponibilità che hanno nei confronti di tutti. In sostanza, nel CSI c’è una “famiglia professionale” che ti assiste in ogni momento e ti da riferimenti precisi.

  • 26/05/2020

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